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Galleria Melesi - Francesco Tuccio - Appunti d'Artista
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Appunti d'artista

Francesco Tuccio

Francesco Tuccio nasce a Lampedusa nel 1966 dove vive e lavora. Inizia a lavorare come artigiano in falegnameria nel 1995 col desiderio di raccontare, attraverso il legno, ma ispirato dalle suggestioni della sua terra, dominata dal mare, dal vento e dal sole, il senso di essere isolano. Il 2009 è l’anno della svolta, l’anno “zero” del falegname di Lampedusa che con la sensibilità che solo gli artisti hanno crea la prima delle croci che lo renderanno famoso in tutto il mondo.E’ il 9 Aprile, e Tuccio non ha aperto la sua bottega. Sin dalle prime ore del mattino ha recuperato, insieme ad altri suoi compaesani, i cadaveri di un barcone di immigrati provenienti dalla Somalia. A fine giornata, si conteranno oltre 100 cadaveri. Quando torna a casa ed accende la televisione, nota che nessun programma televisivo ne parla. Stesso discorso per i quotidiani il giorno successivo. È vero che in quei giorni tutta l’attenzione dei media è per il terremoto che sta devastando l’Abruzzo, ma anche solo una short news poteva essere dedicata a quella tragedia. Tuccio, allora, inizia a pensare a come possa attirare l’attenzione di politici e media su quanto sta succedendo a Lampedusa.
E qui accade l’evento, che si potrebbe definire pilotato da qualcosa o da qualcuno. Mentre fa una passeggiata su una spiaggia, nota due travi colorate, posizionate in un modo strano. Si avvicina e capisce che si tratta di pezzi di qualche barcone di migranti naufragata chissà dove, ma quello che lo incuriosisce è la loro posizione, che ricorda una croce. Li raccoglie e li porta in bottega. Sega, pialla e inchioda e quel legno fradicio e pieno di chiodi diventa una bellissima croce, simbolo della rinascita attraverso la sofferenza.

Da quel momento, la causa degli immigrati di Lampedusa sarà la sua causa. Le sue croci sono fatte di un legno raro che si trova solo a Lampedusa, perché intriso delle lacrime e del sangue degli immigrati morti nel mare.

Cresce man mano la sua popolarità, arrivata all’apice con la visita di Papa Francesco all’isola nel luglio del 2013 che celebra la Santa Messa col calice ed il pastorale di Tuccio. “Per me – dice Francesco Tuccio – è stato il coronamento di un sogno, il messaggio delle mie opere e delle croci create con il legno dei barconi dei migranti era quello di dare voce alla sofferenze degli stessi, dei più deboli che vengono emarginati e Papa Francesco si è fatto straordinario interprete di questo messaggio di solidarietà. Molte persone e molte parrocchie richiedono le croci non come souvenir ma come segno di riconoscimento e condivisione della sofferenza dei migranti”.

Le croci di legno, grandi e piccole, realizzate da Tuccio stanno facendo il giro del mondo, non solo in Sicilia e in Italia, anche in Germania e in America, in Israele e in Benin. In Francia le croci sono state esposte al Musée National de l’Histoire de l’Immigration che si trova nel Palais du Porte Dorée di Parigi. Nel dicembre 2015 il British Museum di Londra acquisisce una Croce di Francesco Tuccio che viene esposta in permanenza mentre, in occasione della XXI Triennale di Milano (2016), il Museo Diocesano espone una Croce di Lampedusa nell’ambito della mostra Design Behind Design.

Legno dei Barconi dei Migranti
Il legno proveniente dai barconi viene recuperato sulle spiagge di Lampedusa, qui portato dal mare dopo i naufragi
Croce di Lampedusa
The Lampedusa Cross at British Museum of London. This wooden cross reflects history in the making. The wood comes from a boat that was wrecked carrying refugees and migrants across the Mediterranean from Africa to Europe. The cross is a symbol of the kindness of ordinary people when faced with the suffering of thousands who risk everything in search of a better life.
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