EVENTI FUORI SEDE

 

Ravello Festival 2010
Villa Rufolo, 2 Luglio – 30 Settembre 2010

La Follia dell’Arte
a cura di Achille Bonito Oliva

Il rapporto tra arte e follia è sempre stato stretto. Persino quando gli artisti lavoravano sotto il controllo della committenza, essi svilupparono comunque un distanziamento linguistico e concettuale dalle convenzioni estetiche e dalle aspettative sociali intorno a loro. L’intervento degli artisti in mostra si pone come un’onda anomala che rompe la placida tranquillità di uno specchio d’acqua troppo abituato alle certezze della “sanità” del vivere quotidiano.
La follia dell’arte inaugura così una catastrofe linguistica che si diffonde come un contagio a catena dall’individuo alla società, contaminandola di un fertile dubbio sull’esistenza individuale e sui destini collettivi. Nel far ciò l’arte è in grado di rivitalizzare e infondere nuova linfa alla lotta dei pregiudizi sociali, delle discriminazioni, dei luoghi comuni.
Oggi l’arte mostra la sua attitudine alla follia spargendo forte e chiaro il suo messaggio coraggioso contro le ingiustizie, per la valorizzazione delle minoranze, per la riscoperta e la riconsiderazione della memoria storica individuale e collettiva, per la lotta per l’ecologia.
L’arte contemporanea, fino alle ultime generazioni rappresentate in mostra, riprende il riferimento al tema della follia riattualizzando l’idea di Picasso di “un’arte puntata sul mondo”, non quindi asettica, formale e distaccata ma capace di assumere, rappresentare e trasmettere la negatività della storia per far breccia sulla disattenzione del pubblico, anche coinvolgendolo nella pratica e nell’arrovellamento delle derive del disagio mentale.

Artisti in mostra:
Yayoi Kusama, Francesco Clemente, Arnulf Rainer, Andrew Leslie Hooker, Carol Rama, Roman Opalka, Dennis Tyfus, Wolf Vostell, Jan Fabre, Francesca Woodman, Roberto Schiavi, John Bock, Joseph Beuys-Nam June Paik, Michele Zaza, Adrian Tranquilli, Innocente, Edoardo Romagnoli, She-Devil, Paul Ferman, John MacRae.



Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea

Jiri Kolar - 99 Collage
a cura di Giacinto Di Pietrantonio e Helena Kontova
9 giugno – 25 luglio 2010


Inaugurazione: 8 giugno 2010, ore 18.30

Dal 9 giugno al 25 luglio 2010 la GAMeC Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo presenta una personale dedicata al poeta e artista ceco Jiri Kolar.
Il progetto espositivo - a cura di Giacinto Di Pietrantonio e Helena Kontova - è costruito a partire dal libro Jiri Kolar, ideato da Helena Kontova ed edito da Giancarlo Politi. Il libro, una sorta di ‘abbecedario’ scritto da Kolar stesso, ha anche ispirato l’allestimento sviluppato nelle quattro sale al primo piano del museo.

La mostra comprende 99 collage - una delle tecniche predilette dall’artista, da lui sviluppata a partire dagli anni Trenta del Novecento, e vuole essere un omaggio alla sua attività attraverso un excursus di collages realizzati tra gli anni Cinquanta e la fine degli anni Settanta.
Kolar affermava:
“La vita pone su di noi sempre nuovi strati di una carta invisibile. Uno strato ci fa dimenticare l’altro. E quando riusciamo a staccare o addirittura a strappar via qualche strato, siamo sorpresi di quante cose stanno dentro di noi. Quante cose che il tempo non ha eliminato ci portiamo dentro! È qualche cosa in grado di risvegliarsi, di resuscitare”. (Jiri Kolar, Giancarlo Politi Editore, 1986.)
La carta stampata rappresenta la vera essenza dell’arte di Kolar, nei cui lavori traspare la rottura delle forme grammaticali e l’uso di una lingua libera che utilizza i vuoti e i silenzi.
Le opere di Kolar sono realizzate con materiali eterogenei e tecniche diverse: testi stampati o scritti in lingua straniera o in caratteri incomprensibili; segni geometrici (stelle, spirali, onde concentriche); vecchie incisioni; riproduzioni di quadri celebri. In alcuni casi esse s’ispirano alle semplici forme utilizzate da Kazimir Malevic (come il quadrato nero), a Paul Klee o alle tele tagliate di Lucio Fontana.
L’artista ha trattato la tecnica del collage come una scienza, elencando nel suo Dizionario dei Metodiuna sorta di ‘abbecedario’ di tutte le tecniche da lui inventate e utilizzate: termini originali e in alcuni casi eccentrici, come anticollage, collages di fori, collage tattili e narrativi, froissage, poesie perforate (a colori, con nodi e lame di rasoio), rollage, sgualciage, ventilage. O ancora i celebri chiasmage, frammenti d’immagini o testi - in caratteri latini, ebraici, gotici, arabi, ideogrammi cinesi - che Kolar trae da molteplici fonti (pagine del dizionario Larousse, della Bibbia, del Corano; atlanti stellari, carte musicali, tabelle di orari ferroviari…) e i pazzogrammi, assemblati con i tracciati degli elettroencefalogrammi.

Per maggiori info: www.gamec.it


SI SEGNALA L’USCITA DEL LIBRO:



ISBN 978-88-88700-94-6

Un viaggio onirico in una Mosca fantasmagorica, catastrofica, appassionata e appassionante, raccontato dalla penna magica di un moscovita purosangue.
Una fluida successione di memorie in cui si fondono frizzante umorismo e ricercato sarcasmo. Ogni immagine ne evoca un’altra e tutto si mescola: discorsi di strada, film americani, fumetti, leggende metropolitane, mitologia, vecchie barzellette e mille altre cose ancora. Un magma linguistico incandescente a cui il lettore, dopo il primo momenti di esitazione, non può fare altro che abbandonarsi.


Il CENTRE POMPIDOU di Parigi apre il 13 Aprile 2010 l’esposizione
LES PROMESSES DU PASSE'
UNE HISTOIRE DISCONTINUE DE L'ART DANS
L'EX-EUROPE DE L'EST

che include opere di Dmitrij PRIGOV.
La mostra è situata alla Galerie Sud Et Espace 315,
Niveau 1 e resterà aperta fino al 19 Luglio 2010.

Si segnala l’uscita del libro:

IL FEGATO DI PROMETEO
di JIŘĺ KOLÁŘ
Poldi Libri Editore
2009



Tutti pensano al genere umano e nessuno considera l’uomo

Frammenti di diario, poesie, brani altrui accostati in un intercalage verbale compongono Il fegato di Prometeo, cruda testimonianza della realtà cecoslovacca degli anni Cinquanta, catapultata dalle atrocità della guerra in un orrore ancora più grande, in cui la parola sembra perdere ogni senso, soffocata dagli altisonanti sproloqui di regime. Alle immagini dei campi di sterminio nazisti si sovrappone la visione quasi profetica di una società che abdica alla propria dignità in nome di un “radioso avvenire” dove alle persone si chiede solo di chinare il capo. Fra il servilismo degli intellettuali e la quotidiana codardia del singolo, Kolář rivendica alla parola poetica il compito di mantenere in vita ciò che rende umano l’uomo: il coraggio della verità.
Una denuncia lucidissima e spietata che il poeta pagò con il carcere.


Il ciclo espositivo A Campus Point …, a cura di Francesca Brambilla, inaugura la terza stagione di mostre dedicate a giovani artisti di spicco nel panorama dell’arte contemporanea, con un appuntamento ricco di spunti artistici e letterari.
La personale di Simona Uberto sarà un viaggio nel mondo concettuale dell’artista, correlato dalla presentazione di un libro di poesie ispirato alla sua opera.
Sono sagome di persone svuotate di ogni dove. Gente che cammina, va, corre. Forse verso qualcosa. Forse verso il nulla. Gente che si somma ad altra gente. Di questo tratta il nuovo libro d’artista edito dalla Colophonarte. L’autrice dei versi è Serena Dal Borgo, l’artista delle tavole è Simona Uberto.

Inaugurazione 26 marzo – ore 19
Dal 27 marzo al 14 aprile 2010 – orario 13-19, chiuso sabato e domenica

Simona Uberto - A Campus Point Simona Uberto - A Campus Point Simona Uberto - A Campus Point

Giovanni Manfredini - “Opere”
Giovanni Manfredini
“Opere”
Basilica di Santa Maria del Popolo, Roma
Quaresima 2010 - Inaugurazione 16 Marzo, ore 20


La celebre chiesa capitolina, sita in Piazza del Popolo dalla quale prende il nome, ospiterà un progetto che prevede la collocazione temporanea di due grandi opere dell’artista Giovanni Manfredini, i cui temi ricorrenti sono quelli della morte e della resurrezione, in un “dialogo” con la Conversione di San Paolo e la Crocifissione di San Pietro, i due lavori del Caravaggio presenti nella Cappella Cerasi. L’intenzione è quella di sottolineare come, ancor oggi, il tema del sacro sia fortemente presente nella produzione artistica contemporanea.
A unire idealmente l’opera di Giovanni Manfredini e del Caravaggio interverrà la musica e la presenza del Maestro Ennio Morricone.
Sarà realizzato, a memoria dell’evento, un volume in edizione limitata.

Giovanni Manfredini - “Opere” Giovanni Manfredini - “Opere”


per ROMAN OPALKA  courtesy  GALLERIA MELESI - Galleria Melesi
per
ROMAN OPALKA
courtesy
GALLERIA MELESI