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Ho
cominciato a fotografare negli anni Sessanta, colpito da tutto ciò che
mi circondava: tramonti, riflessi etc, eventi naturalmente belli, che
tutti potevano osservare; di conseguenza ero un riproduttore, non antora
inventore di un mio linguaggio; dietro la macchina fotografica non c'era
ancora l'uomo.
Poi sono passato alle cose: muri, materiali, oggetti, paesaggi, fino a
una progressiva essenzialità del mio discorso, che penso coerente nella
sua successione. In questo momento cerco, giustamente, di sintetizzare
l'immagine in modo da infondere quella forza che mi fa sentire l'uomo
dietro la macchina fotografica e non un riproduttore, nè tanto meno
un produttore di immagini al servizio di un oggetto sofisticato. Cerco
sempre, nella mia misura, di avere un rapporto nei confronti dello
strumento che uso, come quello che sussiste fra lo scrittore e la
macchina da scrivere.
Da questo si può capire che io desidero comunicare al lettore delle mie
immagini una sensazione d'analisi di quello che mi circonda e che
distrattamente non sappiamo cogliere.
Tutto ha un suo modo di esistere se vi si trova un'anima, per me poter
vedere la vita nelle sue forme e manifestazioni più svariate, è oggi,
anche artisticamente di straordinaria importanza.
Faccio fotografia per passione, con piena indipendenza creativa, senza
padri padroni o suggeritori: il risultato è vivere con libertà il
lavoro e la ricerca, come testimone della parte di vita che mi riguarda,
interpretando quello che vedo e mi circonda nel modo più semplice. Più
semplice è, meglio è.
II bello e il brutto sono frontiere inesistenti che dipendono esclusivamente
da noi.
La visione magica del mondo è sempre in quello che si immagina più che
in quello che si vede. La vita è anche sogno e fotografare in modo
creativo è possedere questo sogno perchè la magia e la bellezza sono
dentro di noi. lo cerco di farlo attraverso la fotografia.
Franco Fontana |