Julio LE PARC

Alcune riflessioni sul mio lavoro
Tutto il mio lavoro si trova e viene guidato da un’attitudine alla sperimentazione, sperimentazione per me significa: ricerche, scoperte, rischi, contraddizioni, incontri, ritrovamenti, attesa, sorpresa, retrocessioni, avanzamenti, prospettiva.
Tutto questo dà senso al mio lavoro e in questa attitudine mi sento vivo, attento ai sottili segnali che mi circondano, sondando nel mio intimo, attento alle mie reazioni visuali, ricomponendo immagini dimenticate, incontrandomi con mezzi espressivi e trattandoli il più liberamente possibile.
Di tanto in tanto è necessario allentare la tensione e divagare con una matita per delle zone imprecise che possono dare per risultato immagini impreviste, pulsate da un interiore non ancora esplorato e che emergono quasi per caso richiedendo un diritto all’esistenza e conoscerla, svilupparla, lasciare che fiorisca nella speranza di vederne i frutti.
Le diverse tappe della mia opera hanno sempre avuto una “pendenza”. Per incominciare, mai mi sono considerato “artista-cinetico” e sempre ho allontanato questa classificazione livellatrice che ingloba nella maggioranza dei casi, opere, attitudini e comportamenti differenti. Dall’altro lato la “pendenza” delle mie differenti tappe è sempre presente. L’ho detto precedentemente e lo ripeto, che dalle differenti esperienze realizzate esiste la possibilità aperta di continuazione e tutt’al più ogni cosa nuova o differente che creo solleva in se stesso una memoria di quello che è già stato fatto prima.
Il campo degli esperimenti si riduce unicamente a forma, colori e matematica. Qui sta l’attrazione dello scoprire, il piacere dell’avventura e della creazione, che pur contenendo anche disincanti, si mantiene però in una tensione vivente.
Julio Le Parc

Julio Le Parc in galleria
Julio Le Parc in galleria (dicembre 1992)
Julio Le Parc con Sabina Melesi

Julio Le Parc con Sabina Melesi
(MiArt 2003)