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Multipli e cinetiche del periodo del Gruppo Enne - Galleria Melesi
La Galleria Melesi propone una mostra dedicata all’artista padovano Alberto Biasi, uno dei rappresentanti più validi dell’Arte Cinetica. La mostra sarà strutturata in due momenti dedicati all’esposizione dei multipli e delle cinetiche eseguite durante il periodo del Gruppo Enne e ai lavori recenti.
Alberto Biasi, Grupo Enne, politipo, percezione, movimento, cinetica, linguaggio visivo, PVC, tela, dinamismo, punto di osservazione, instabilità, tensione
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Cover animata Alberto Biasi

Multipli e cinetiche del periodo del Gruppo Enne

ALBERTO BIASI

Multipli e cinetiche del periodo del Gruppo Enne

Inaugurazione: sabato 4 aprile dalle ore 18.30 alla presenza dell’artista
Durata: 4 aprile al 6 maggio 1992

Alberto Biasi
(photo Stefano Pensotti)

La Galleria Melesi propone come quarto appuntamento della stagione, una mostra dedicata all’artista padovano Alberto Biasi, uno dei rappresentanti più validi dell’Arte Cinetica.
La mostra sarà strutturata in due momenti dedicati all’attività dell’artista; il primo che si inaugurerà sabato 4 aprile, prevede l’esposizione dei multipli e delle cinetiche eseguite durante il periodo di partecipazione all’attività del Gruppo Enne, mentre il secondo momento, nei successivi mesi di maggio-giugno, vedrà esposti i recenti lavori.
Nella vasta produzione di Biasi i multipli e le cinetiche occupano una parte importante delle ricerche attuate negli anni ’60, epoca in cui l’artista è attivo nel Gruppo Enne di Padova, che, insieme al Gruppo T a Milano, costituisce l’avanguardia riguardo gli studi sull’Arte Cinetica in Italia.

I multipli, eseguiti mediante stampa serigrafica su doppio supporto uno in cartoncino e l’altro in acetato, derivano da un prototipo originale e riprodotti in serie di 100 esemplari.
La prima produzione di multipli risale al 1964.
Nelle cinetiche ottiche in movimento virtuale, Biasi sperimenta i meccanismi percettivi di cui il fruitore fa quotidianamente uso, stimolandoli mediante l’utilizzo di due superfici sovrapposte ciascuna con la propria configurazione e che, integrandosi, danno luogo ad un’immagine nuova e mutevole e di cui l’osservatore diviene il vero artefice.



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