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Specchi - Opere scelte - Galleria Melesi
Anima del filone dell’Arte Povera nella seconda metà degli anni Sessanta, Pistoletto non si è mai lasciato imprigionare in questa etichetta, rinnovando costantemente i termini della sua ricerca. I quadri specchianti giocano con l’ambiguità tra ciò che lo specchio riflette e ciò che lo specchio ospita.
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Michelangelo Pistoletto Specchi Opere Scelte

Specchi – Opere scelte

MICHELANGELO PISTOLETTO

Specchi – Opere scelte

Inaugurazione: sabato 31 ottobre dalle ore 18.30
Durata: 31 ottobre – 29 novembre 1992

Un'opera di Michelangelo Pistoletto

In nuovo appuntamento espositivo della Galleria Melesi è con uno degli artisti più originali, significativi e prolifici dell’ultimo trentennio ovvero Michelangelo Pistoletto.
Anima del filone dell’Arte Povera nella seconda metà degli anni Sessanta accanto ad artisti come Giulio Paolini, Giovanni Anselmo, Luciano Fabro, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Jannis Kounellis ed altri, Pistoletto non si è però mai lasciato imprigionare in questa etichetta, rinnovando costantemente i termini della sua ricerca.
Filo conduttore di questa e poetica centrale del lavoro di Pistoletto è lo studio condotto sui “quadri specchianti”.

L’artista inizia ad interessarsi alla riflessione già a partire dalla fine degli anni ’50, allora l’effetto specchiante era reso con l’utilizzo di stesure monocrome di colori metallici su tela, su cui veniva apposto uno strato di vernice; su tale superficie, che parzialmente rifletteva le immagini, l’artista interveniva sovrapponendo ritratti ed autoritratti visti di fronte o di schiena.
Ma è nel 1961 che Pistoletto approda all’uso del medium fotografico, rinunciando ad ogni coinvolgimento manuale con l’opera. Abbandonato l’uso del colore, l’artista utilizzerà lastre di acciaio inox lucidato a specchio su cui sovrapporre serigrafie a grandezza naturale raffiguranti persone di spalle, di profilo, in posizioni diverse ed oggetti.

I quadri specchianti giocano con l’ambiguità tra ciò che lo specchio riflette, una realtà virtuale, ovvero lo spazio e ciò che in esso si trova, e ciò che lo specchio ospita oggettivamente sulla sua superficie, ovvero le serigrafie.
La produzione dei quadri specchianti, a cui la mostra fa riferimento con 12 opere, è quella degli anni Settanta, quando nelle opere appare una certa vena ironica nel voler simulare situazioni reali, ingannevoli tableaux vivantes.

Note biografiche
Michelangelo Pistoletto nasce a Biella nel 1933; inizia ad interessarsi all’arte da giovane lavorando con suo padre, restauratore di quadri. Partecipa per la prima volta nel 1955 ad una mostra collettiva ed è il 1960 la data della sua prima mostra personale. Da allora fino ad oggi ha esposto nelle principali gallerie italiane ed europee ed inoltre in quelle d’oltreoceano a New York, Tokyo, San Francisco, Los Angeles, Houston, Toronto.
Ha partecipato ad innumerevoli mostre collettive, le più significative sull’Arte Povera e sulle ultime tendenze nell’ultimo trentennio, ed al 1966 risale la sua prima presenza alla Biennale di Venezia.
Sue opere figurano nelle più importanti collezioni private e pubbliche in Italia ed all’estero.
Autore di numerosi scritti sulla sua poetica, di rappresentazioni sceniche, azioni-spettacolo, filmati, video, performances; sulla sua attività artistica hanno scritto numerosi critici quali Maurizio Calvesi, Giulio Carlo Argan, Alberto Boatto, Germano Celant, Achille Bonito Oliva, Rudi H. Fuchs e numerosi altri.



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