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Omaggio a Secomandi - Galleria Melesi
La Galleria Melesi di Lecco presenta una mostra in omaggio a Gianni Secomandi. Sono proposte, quale prima mostra nel 1993, una trentina di opere di Gianni Secomandi datate dal 1966 al 1980.
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Omaggio a Gianni Secomandi

Omaggio a Secomandi

Omaggio a GIANNI SECOMANDI

Inaugurazione: venerdì 29 gennaio dalle ore 18.30 alla presenza dei familiari dell’artista
Durata: 29 gennaio – 7 marzo 1993

Opera di Gianni Secomandi

La Galleria Melesi propone quale prima mostra nel 1993, una trentina di opere di Gianni Secomandi datate dal 1966 al 1980.
L’artista dopo le prime esperienze figurative, naturale evoluzione delle riflessioni post-Accademia, inizia a battere coraggiosamente nuove strade, dando inizio ad un nuovo e personalissimo stile.
E’ quasi impossibile trovare nella sua opera ascendenze, rimandi, riferimenti o tracce di altrui eredità, segno inequivocabile di un’assoluta padronanza della propria “idea”.
Incoraggiato e stimolato da Lucio Fontana, il giovane Secomandi approfitta della crisi del linguaggio pittorico tradizionale per usare materiali compositi quali lamiera, alluminio, rame, stagno, ed altri che, assemblati con geniale raffinatezza, concretizzano una nuova interpretazione della luce e dell’ombra.

E’ dei primi anni Sessanta l’uso dello specchio, con conseguente analisi sulla riflessione delle cose e sulla rifrazione della luce.
Sempre padrone assoluto dei bianchi e dei neri, inizia verso la fine degli anni Sessanta a studiare stelle, costellazioni ed insiemi astrali che imprime sopra la carta emulsionata o su altri materiali fotosensibili.
L’hobby tecnologico della visione col telescopio diventa hobby culturale, espresso in una serie di opere di grande fascino.

Subito dopo Secomandi dedica la sua attenzione all’ “occhio”, inteso come macchina per vedere sia nel micro che nel macro-cosmo; bianco-nero, luce-ombra, riflessi e/o rifrazioni: occhio.
Scopre contestualmente il fascino di strumenti ottici come i cannocchiali, i sestanti, l’astrolabio o di misura del tempo come le meridiane, ne assorbe tutta la suggestione e le ripropone come marchingegni godibilissimi; nasce una serie di piccole sculture.
Negli ultimi anni si riappropria del colore; il suo cromatismo è affidato a una grafia fatta di segni rapidi, quasi appunti scritti con matite colorate, densi di fascino espressivo e totalmente privi di indulgenze descrittive.
In galleria sono esposti “specchi”, “occhi”, “idee stellari” ed altre opere di uno dei periodi più fecondi dell’artista.

Note biografiche
Gianni Secomandi (1926-1982) nasce a Vercurago (BG). Frequenta l’Accademia Carrara di Bergamo, dove ha come maestro il “novecentista” Achille Funi.
Inizia l’attività espositiva nel 1959 con la Galleria La Permanente di Firenze e successivamente, nell’arco di un ventennio collabora con Prisma, Pater, Cadario, Falchi, Vinciana di Milano intervallando numerose altre mostre in tutta Italia.
All’estero viene invitato negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Svizzera, nell’Europa dell’Est ed in altre nazioni per esposizioni personali e collettive.
Di lui hanno scritto numerosi critici, tra gli altri Caramel, Sanna, D’Angelo, Kaisserlian, Mastrolonardo, Schoenenberger, Cesana.



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