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L'arca - Galleria Melesi
Nella mostra L’Arca l’artista fa riferimento al prezioso equilibrio presente in Natura ed al pericolo rappresentato dall’intervento dell’uomo nell’ambito della manipolazione genetica. La Natura è infatti intesa come evoluzione naturale della vita, come mutazione organica.
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Opera di Omar Ronda

L’arca

OMAR RONDA

L’arca

Inaugurazione: sabato 27 marzo dalle ore 18.30 alla presenza dell’artista
Durata: 27 marzo – 2 maggio 1993

Omar ronda durante la mostra Arca
L'Arca, mostra personale (marzo 1993)

Un nuovo appuntamento espositivo è previsto per il prossimo mese di marzo. Si tratta del lavoro di un giovane artista (i suoi primi lavori risalgono al 1988), che si caratterizza per l’estrema originalità esecutiva e per l’interessante presupposto filosofico che soggiace alle sue opere.
L’artista è Omar Ronda che presenta nella mostra intitolata L’Arca una quarantina di opere “Frozen” caratterizzate dall’essere realizzate con il materiale tecnologico per eccellenza ovvero la plastica.

Ronda, infatti, conscio del fatto che l’arte deve seguire l’evoluzione scientifico-tecnologica, utilizza la plastica sì, come simbolo della società consumistica, ma nobilitandone le origini e le potenzialità espressive. E’ questo un materiale indistruttibile, malleabile, divertente, coloratissimo, opaco o trasparente, sia metacrilato oppure polistirolo non espanso, con l’applicazione di fosforo, a rendere cangianti le opere in assenza di luce, ad ottenere effetti sorprendenti, inaspettati.

Ma dietro tale esaltazione incondizionata del materiale tecnologico più asettico ed inflazionato dall’uso, è una convinzione, una filosofia “costruttiva”; la plastica è intesa da Ronda nella sua accezione più positiva, come materiale di origine organica derivato dal petrolio e frutto della terra, della stratificazione organica operata nei millenni.
Nelle opere di Ronda sono altresì fusi oggetti, raffiguranti vegetali ed animali, appartenenti alla produzione seriale industriale, come simulacri della realtà imprigionati nella materia come “fossili post-moderni”. Così come la plastica, indirettamente, ha origine organica e proviene dalla terra, così gli oggetti simulacri della realtà nella terra finiranno nuovamente concluso il loro ciclo d’uso.

Nella mostra L’Arca l’artista fa riferimento, come spesso succede nelle sue mostre, al prezioso equilibrio presente in Natura ed al pericolo rappresentato dall’indiscriminato intervento dell’uomo nell’ambito della manipolazione genetica. La Natura è infatti intesa come evoluzione naturale della vita, come mutazione organica.
Per il periodo di durata della mostra sarà esposta, nella piazza pubblica adiacente la galleria, un’installazione costituita da una monumentale piramide in legno con applicate sulla superficie forme in plastica riproducenti stelle e stelle marine. La piramide – simbolo di immutabilità e fermezza, “casa delle idee” dell’artista – sarà ripresa all’interno della galleria in una più piccola installazione accompagnata da una colonna sonora ispirata al mondo animale.

Un'opera della mostra arca

Note biografiche
Omar Ronda nasce a Portula (VC) nel 1947, oggi vive e lavora a Biella. L’artista è uno dei fondatori del Gruppo Agravitazionale (teorizzato dal critico Antonio Gasbarrini) il cui manifesto è stato presentato per la prima volta alla mostra inaugurale Castello dell’Aquila nel 1990. Espone dal 1988, tra le ultime importanti mostre si segnala quella presso la Galleria Gian Enzo Sperone a Roma.



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