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Dogon e Bambara - Galleria Melesi
La Galleria Melesi di Lecco propone una mostra interamente dedicata alle due principali etnie dello stato del Mali: i Dogon e i Bambara. In mostra saranno esposti circa 25 pezzi (sculture, ferri e gioielli) Dogon ed una decina fra sculture e ferri Bambara.
Dogon, Bambara, Galleria Melesi, etnie, Mali
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Dogon e Bambara

Dogon e Bambara

DOGON E BAMBARA

Le etnie del Mali

Inaugurazione sabato 7 febbraio alle ore 18:30

La Galleria Melesi di Lecco propone una mostra interamente dedicata alle due principali etnie dello stato del Mali: i Dogon e i Bambara.
Gli animisti Dogon fra il XII e il XIV secolo, per sfuggire all’avanzata dell’Islam, cacciarono i Tellem dalla falesia di Bandiagara e vi si stabilirono. Grazie all’isolamento dovuto all’inaccessibilità dei luoghi, hanno potuto mantenere viva la loro identità e le tradizioni, che hanno affascinato studiosi ed etnologi. Si deve all’opera di ricerca soprattutto di Marcel Griaule, l’essere venuti a conoscenza di numerosi miti sull’origine della loro stirpe, a cui si ispirano temi delle loro sculture. Lo stile delle sculture è caratterizzato da elementi simmetrici molto marcati; nei corpi allungati è ancora visibile la forma del tronco dell’albero.
Le figure con le braccia alzate chiedono la protezione dell’Essere Supremo o invocano la pioggia. L’antenato Dyugu Seru si copre il viso con le mani per la vergogna dopo aver compiuto incesto con la Madre Terra. Le immagini degli 8 Nommo sono disposte a coppie in uno sgabello e le sculture a più teste simboleggiano l’ unità e la forza del Clan, mentre i due dischi circolari evocano il cielo e la terra.
Le sculture Bambara pur toccando punte di astrazione notevoli, sono sempre caratterizzate da un naturalismo rigoroso.
Le figure femminili fortemente stilizzate sono usate per riti propiziatori della fertilità. I “boli”, altari portatili in forma di animale, sono strumenti di potere che racchiudono forze magiche che possono essere attivate dai membri delle società segrete. Gli oggetti in ferro dalle forme astratte appartengono al tesoro di famiglia del capo tribù, che li usa durante le cerimonie. Ma le creazioni più famose sono i copricapo per la danza delle antilopi “tjiwara”, fra le più belle e fantasiose opere d’arte africana: mimando nella danza le mosse, i fremiti e i salti dell’antilope, i giovani stabiliscono uno stretto rapporto fra la fertilità delle donne e quella dei campi.
In mostra saranno esposti circa 25 pezzi (sculture, ferri e gioielli) Dogon ed una decina fra sculture e ferri Bambara.



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