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Chiasmage - Galleria Melesi
Mostra di Jiri Kolar con una cinquantina di opere circa create con la tecnica del Chiasmage. Lacerati in minuscoli pezzi, i testi perdono il loro valore semantico, intrecciandosi in una diversa orditura, puramente figurativa e non verbale.
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Kolar Jiri Chiasmage

Chiasmage

JIŘÍ KOLÁŘ

Chiasmage

Durata: 20 marzo – 5 giugno 2010
Presentazione del catalogo: sabato 17 aprile 2010, ore 18

Sabato 20 marzo 2010 la Galleria Melesi di Lecco apre la mostra “Chiasmage” di Jiří Kolář. A cinque anni di distanza dall’ultima esposizione dedicata al grande poeta e artista ceco, incentrata sui collages di soggetto sacro, la galleria propone una mostra monotematica sul chiasmage, tipologia di collage prediletta e largamente utilizzata da Kolář.

Kolar Jiri Tecnica del Chiasmage

Il chiasmage è costituito da numerosi frammenti strappati o tagliati di testi o immagini, che Kolář trae dalle fonti più svariate: pagine del Larousse, della Bibbia, del Corano, tabelle di orari ferroviari, atlanti stellari, carte musicali… e ancora testi in caratteri latini, ebraici, gotici, arabi, ideogrammi cinesi, ecc. Tali brandelli sono poi ricomposti in fitti meandri di forme geometriche, cerchi concentrici, tracciati a spirale o configurazioni più irregolari. Lacerati in minuscoli pezzi, i testi perdono il loro valore semantico, intrecciandosi in una diversa orditura, puramente figurativa e non verbale. Così Kolář a proposito dei chiasmage: “Mi hanno insegnato a osservare me e il mondo da mille e un angolo visuale; mi hanno costretto a fare i conti con mille e una esperienza, con mille e uno destini (…). Elevando a un livello assoluto il principio del labirinto, mi hanno presentato la storia dell’arte su un vassoio d’argento: potevo prenderne un po’ quando volevo senza esserne sazio”.

Jiří Kolář è stato dagli anni Quaranta uno dei protagonisti della poesia visiva, ma la sua arte è legata in particolare alle infinite possibilità del collage, al superamento della bidimensionalità come valore tradizionale della pittura. Geniale autodidatta, il suo discorso figurativo ha preso spunto dai principi da lui scoperti in poesia, tradotti in modo molto originale nei suoi collages. Kolář ne fece una vera e propria scienza, elencando metodologicamente le 108 diverse tecniche di collage utilizzate e inventate nel suo Dizionario dei Metodi. Il suo mezzo di comunicazione creativa era il collage, la sostanza della sua arte la carta stampata.

La selezione di una cinquantina di chiasmage proposti in mostra illustra l’applicazione di questa tecnica lungo tutto il suo iter creativo e consente un approccio esaustivo a questa sua tecnica e alla sua poetica in generale. Accompagna la mostra un catalogo in cui sono proposti per la prima volta in italiano alcuni testi dell’artista e l’interessante riflessione di Claudio Parmiggiani sull’opera e lo spirito di Kolar pubblicata su “La Stampa” nel 2002 a pochi giorni dalla morte, che si sofferma soprattutto sul valore del silenzio nella sua opera: “…Da lui, ho continuato ad apprendere quanto avevo imparato da Giorgio Morandi; cosa sia il silenzio. Che cosa il silenzio sia in grado di trasmettere all’interno di un’opera. Il silenzio come forza sovversiva in quanto spazio meditativo. E così come Morandi, come Josef Sudek, Jiří Kolář ha vissuto dentro il suo silenzio per un’intera esistenza. In Jiří Kolář il silenzio era espressione di una forza interiore tale da arrivare a una efficacia comunicativa imparagonabile. Nel suo silenzio era scritta la consapevolezza del fare arte come pratica etica ancor prima che estetica. Dare ogni giorno con dignità della propria esistenza un contributo alla costruzione di un alfabeto morale…”.

Il catalogo sarà presentato in galleria il giorno sabato 17 aprile 2010 alle ore 18 alla presenza di Roman Kames, segretario di Jiří Kolář durante i vent’anni di permanenza a Parigi.

L’artista:
JIŘÍ KOLÁŘ nasce a Protivín (Boemia del Sud) nel 1914 e muore a Praga nel 2002. Fu tra i principali esponenti dell’associazione ceca d’avanguardia Gruppo 42, che più delle altre scuole dell’avanguardia boema si prefisse un’intensa mutualità tra poesia e pittura. Sostenitore di un’estetica del seriale quotidiano, realizzò i primi collages già alla fine degli anni Trenta; nel 1937 si tenne infatti la sua prima esposizione personale al Teatro D37, Mozarteum di Praga. Negli anni Sessanta iniziò ad operare nell’ambito della poesia concreta, ibridando componimenti poetici con segni non verbali. A partire da questo archetipo testuale, ha esplorato in senso metalinguistico le innumerevoli varianti del collage. Nel 2000 Kolář, con atto notarile, ha delegato la Galleria Melesi di Lecco a costituire l’Archivio Jiří Kolář per l’Italia

Una selezione delle esposizioni: Biennale di San Paolo del Brasile; Galleria Schwarz, Milano; Museum of Modern Art, Miami; Institut fur Moderne Kunst, Norimberga; Museum Haus Lange, Krefeld; Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, Parigi; Galerie Lelong, Paris; Centre George Pompidou, Parigi; Galerie Maeght, Barcellona; Art Gallery of Ontario, Toronto; The Solomon R. Guggenheim Museum, New York; Palazzo Madama, Torino; Padiglione Cecoslovacchia, Biennale di Venezia; PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano; Museum of Modern Art, Oxford; ICA Institute of Contemporary Art, Londra; Konsthall, Malmo; Fundació Joan Miró, Barcellona; Nàrodnì Galerie, Praga; Stedelijk Museum, Schiedam; Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid; Galleria Nazionale d’Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma; Musée des Beaux-Arts de Dijon, Digione; Ludwig Museum of Contemporary Art, Budapest; Amos Anderson Art Museum, Helsinki.



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