Tino STEFANONI

Molte volte mi sono domandato perché, fra le arti, quella visiva sia ritenuta l’Arte per eccellenza.
Quando si parla di “artista”, infatti, si pensa più al pittore che al musicista o allo scrittore, all’attore o al ballerino, al regista o al poeta.
Forse perché l’arte visiva è priva di tempo.
La musica ha dei tempi di ascolto, la letteratura ha dei tempi di lettura, il cinema o il teatro hanno dei tempi di visione.
Per l’Arte, quella visiva, invece, tutto può succedere nell’attimo dello sguardo (anche se si può pensare ad una vita intera trascorsa davanti a un quadro).
La fortissima concentrazione di emozioni, dunque, può giustificare la naturale priorità.
Tino Stefanoni ad Arte Fiera 2009 Tino Stefanoni ad art(verona 2009

Tino Stefanoni ad Arte Fiera 2009

Tino Stefanoni ad art(verona 2009

Il mondo animale e il mondo vegetale non sono di pertinenza dell’uomo, il mondo delle cose invece sì, è di sua pertinenza ed è il segno tangibile del suo pensiero e della sua storia, dove si possono creare arte e bellezza che non sono l’arte e la bellezza della natura.

Se durante il lavoro trovo una forma o un’immagine che appaga le mie voglie, la faccio mia per molte volte.

Tino Stefanoni

Tino Stefanoni con le
"Piastre guida per la ricerca delle cose"

Tino Stefanoni ad art(verona 2007

Tino Stefanoni ad art(verona 2007

Un dipinto “figurativo” può, in realtà, essere “astratto” e godere di una sua vita interna autonoma che esula dall’immagine che rappresenta.

L’immagine lirica non è un’immagine nostalgica ma un’immagine necessaria alla fisiologia della mente.

Meno elementi introduco nel quadro, maggior intensità posso raggiungere.

Oriano Lanfranconi (Presidente Gruppo Giovani API), Sabina Melesi, Luigi Erba e Tino Stefanoni

Oriano Lanfranconi (Presidente Gruppo Giovani Imprenditori API), Sabina Melesi, Luigi Erba e Tino Stefanoni (aprile 2007)

Tino Stefanoni  - Galleria Melesi - Elogio della banalità del quotidiano

Sabina Melesi, Tino Stefanoni, Angela Madesani alla vernice della mostra Elogio alla banalità del quotidiano (marzo 2008)

Sinopia è una verità segreta e nascosta.
Sinopia è l’intimità e l’essenza dell’idea.
Sinopia è pensiero e luogo originario dell’arte.
Fra le tante pratiche dell’Arte quella dell’affresco, oggi obsoleta, contiene, al contrario, nella fase di lavoro, un momento affascinante e magico per la creatività contemporanea: la stesura della sinopia come puro gesto e pensiero stesso dell’opera. Consistente, la prima fase, nel passaggio sull’arriccio mediante tamponatura con grafite in polvere di un disegno preparatorio, fatto su cartone, attraverso tanti forellini praticati lungo il disegno del cartone stesso. Sul muro, dunque, una sorta di traccia morbida e vellutata (e qui il rimando al segno delle “mie” sinopie) e soprattutto una traccia essenziale e primaria, libera portatrice di tutti i contenuti dell’opera, svincolata dal puro linguaggio dell’arte alla quale è normalmente legata. Una sorta di desiderio, insomma, di liberare teoricamente il puro pensiero creativo dal vincolo di una forma vincolante, immaginandolo libero e impalpabile nell’aria. Per me quindi, Sinopia è una verità segreta e nascosta, è l’intimità e l’essenza dell’idea, è pensiero e luogo originario dell’Arte che desidero far trasparire come “segno assoluto” dall’intimità.
Tino Stefanoni

Tino Stefanoni e Sabina Melesi alla vernice della mostra 150% Made in Italy (ottobre 2011)
Tino Stefanoni e Sabina Melesi alla vernice della mostra 150% Made in Italy (ottobre 2011)