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Mimmo Iacopino, Chimere e… - Galleria Melesi
Seconda mostra personale alla Galleria Melesi per Mimmo Iacopino (classe 1962). Dopo la prima intitolata Misure morbide e svoltasi nel 2013, l’artista viene riproposto ponendo particolare attenzione alle nuove ricerche che si sono sviluppate in questi ultimi anni.
Mimmo Iacopino, Chimere e…
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Mimmo Iacopino, Chimere e…

Mimmo IACOPINO

Chimere e…

 

Inaugurazione: sabato 28 settembre 2019 dalle ore 18.30
Durata: 28 settembre – 24 novembre 2019
Orario: da martedì a sabato 16 | 19, altri orari su appuntamento
apertura straordinaria domenica 24 novembre ore 16 | 19

Con questa mostra la galleria aderisce alla Quindicesima Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI per 12 ottobre 2019.

Seconda mostra personale alla Galleria Melesi per Mimmo Iacopino (classe 1962).
Dopo la prima intitolata Misure morbide e svoltasi nel 2013, l’artista viene riproposto ponendo particolare attenzione alle nuove ricerche che si sono sviluppate in questi ultimi anni.
Il ciclo delle Chimere (circa 15 opere) che dà il titolo alla mostra, è così chiamato perché unisce per la prima volta nel percorso dell’artista i due mondi a cui è legata tutta la sua attività creativa. Leggiamo le sue parole: “Il primo mondo è la fotografia, lavoro che per una parte consistente di vita ha accompagnato la mia formazione, prima come assistente per sette anni (1978/1985) di Studio Azzurro, poi successivamente con il mio studio. Il secondo “mondo” risale agli anni ottanta quando iniziai le prime sperimentazioni nell’arte visiva, inizialmente con la pittura, poi lavorando con i materiali più disparati, fino ad individuare materiali che ancora oggi utilizzo spesso, come i nastrini di velluto, i nastrini di raso, le trecce da cucito, i fili di cotone, i fili di rame, i metri per sarti, ritagli di spartiti musicali, ritagli di pagine di libri e così via. La ricerca artistica svolta è sempre stata su questi due aspetti, quello fotografico e quello con i materiali, fino ad arrivare qualche tempo fa a far nascere questo nuovo ciclo chiamato appunto Chimere, dove questi due mondi s’incontrano unendosi e aprendo così nuove prospettive. Utilizzo sia fotografie da me realizzate sia immagini già esistenti, come nel caso di Hybrid Egyptian and Hybrid Greek dove per la prima volta due libri sono i soggetti. L’ibridazione o metamorfosi a seconda di come si vuole vedere il mio intervento è data da un’azione, bucare le fotografie, inserendo successivamente ritagli di velluto e ritagli di raso, estroflettendoli con delle imbottiture, per accentuare la loro caratteristica di cambiare colore o sfumature quando vengono colpiti dalla luce.
È come se fosse un gioco dove anche l’ironia svolge la sua parte e dove il senso di gioia e leggerezza ha un ruolo per me fondamentale, ovvero guardare, osservare e possibilmente sorridere…”.
Completano la mostra altre opere da cicli recenti come i Made with love, i Made in Italy, un grande Totem, le Misure libere, i Sottoriflessi e le Sottopitture a sottolineare la continua sperimentazione e ricerca dell’artista.

Chimera, Hybrid Greek, 2014/2016, cm 32 x 22, tecnica mista su libro
Chimera, Hybrid Greek, 2014/2016, cm 32 x 22, tecnica mista su libro

L’artista:
Nato a Milano nel 1962, dove tuttora vive e lavora, Mimmo Iacopino si forma nell’ambito della fotografia di still life (allievo di Studio Azzurro dal 1978 al 1985), esperienza durata 25 anni che avrebbe determinato anche la sua particolare direzione artistica. Dal 1986 iniziò a sperimentare il linguaggio pittorico dapprima con i mezzi tradizionali, poi utilizzando diversi materiali.
Seguendo il principio dadaista le sue opere accolgono infatti elementi compositivi insoliti, quali strisce di velluto, di raso, metri da sarto, da banco, frammenti di spartiti musicali e di testi letterari. Materiali decontestualizzati rispetto al loro abituale campo di esistenza, assunti a elementi artistici e composti in trame e orditi geometrici o ispirati a modulazioni aritmetiche, seguendo regole matematiche di ordinata follia, come attentamente seppe leggere Maurizio Sciaccaluga.
Se l’importanza dell’uso del colore nella sua ricerca è stato oggetto di diverse letture critiche in occasione di importanti collettive, da L’opera al nero curata da Marisa Vescovo a Cromofobie, ordinata da Silvia Pegoraro, il principio compositivo utilizzato è stato oggetto di una interessante lettura di Ivan Quaroni in occasione della collettiva PATTERNS del 2008. Frequente è stato il riconoscimento della sua notevole manualità, necessaria per comporre, intrecciare e fissare sulla tela i diversi materiali. Tra i premi e le menzioni ricordiamo che la sua opera è stata premiata al concorso PROMOCARD tenutosi a MiArt 2007; da segnalare poi il diploma ricevuto nel 2008 a San Pietroburgo in occasione del VII International Festival of Experimental Art, inoltre l’artista è risultato finalista al Concorso COMBAT PRIZE di Livorno nel 2010.
Oltre ad essere presente nelle più note fiere d’arte, ricordiamo il Solo Show ad Artefiera di Bologna 2017, Iacopino ha esposto in diverse sedi private e pubbliche (ad es. nel 2015 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma). Dal 2002 alcune sue opere sono inserite nella collezione Panza di Biumo.
Dalle prime collettive con gli artisti del gruppo Portofranco, iniziate nel 2000, l’artista ha compiuto molta strada… per sapere dove ci porteranno i suoi intrecci creativi non ci resta che seguire le trame e i percorsi delle sue opere!

Chimera, Metamorfosi floreale, 2019, cm 20 x 11,5, stampa fotografica su carta Hahnemühle fine art e velluto estroflesso
Chimera, Metamorfosi floreale, 2019, cm 20 x 11,5, stampa fotografica su carta Hahnemühle fine art e velluto estroflesso

Informazioni e richiesta di ulteriore materiale stampa:
GALLERIA MELESI T +39 0341 360348 M +39 348 4538002 info@galleriamelesi.com



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