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11 luglio – 4 ottobre 2026

Fammi un quadro del sole

Omaggio a Emily Dickinson al Forte di Gavi

 

Quattro artisti contemporanei rileggono l’universo poetico della poetessa americana, nel140esimo anniversario della morte, in un percorso tra installazioni, libri d’artista, acquerelli e opere site specific

Un dialogo tra arte contemporanea e letteratura prende forma in un percorso espositivo dedicato a Emily Dickinson. Fammi un quadro del sole. Omaggio a Emily Dickinson, in programma al Forte di Gavi dall’11 luglio al 4 ottobre, riunisce le opere di Matilde Domestico e Floriana Porta, affiancate dalla partecipazione di Alberto Casiraghy e Nicolò Tomaini.

Promossa da Residenze reali sabaude – Musei nazionali Piemonte e dall’Università di Torino (Dipartimento di Studi Umanistici), la mostra nasce in occasione del 140esimo anniversario della morte della poetessa americana e propone una rilettura della sua opera attraverso linguaggi differenti. Dopo il primo allestimento al Castello di Moncalieri (TO), il progetto arriva al Forte di Gavi (AL) in una versione ripensata per gli spazi della fortezza e arricchita da nuove presenze artistiche.

L’esposizione restituisce un’immagine di Emily Dickinson lontana dagli stereotipi che per lungo tempo l’hanno descritta come una figura appartata e fragile. Ironica, anticonvenzionale e profondamente libera, la poetessa emerge come una voce capace di mettere in discussione le gerarchie del proprio tempo – dalla religione al sapere scientifico, fino all’ordine patriarcale – attraverso una scrittura che conserva ancora oggi una sorprendente forza critica. È questa lettura contemporanea a guidare l’intero progetto espositivo, affidando agli artisti il compito di tradurre in immagini, materiali e installazioni la complessità del suo universo poetico.

Il percorso si apre con le opere di Matilde Domestico, che ricostruiscono l’universo domestico e interiore della poetessa. Accanto a lavori che evocano i luoghi e gli oggetti della vita di Emily Dickinson, l’artista presenta un nuovo ciclo di opere in porcellana e carta dedicato alla poesia come composizione di forme, colore e materia. I versi della poetessa vengono trascritti sul metallo e trasferiti sulla porcellana attraverso un processo di cottura ad altissime temperature: le parole si consumano, lasciando però un segno permanente sulla superficie, quasi a suggerire la persistenza della poesia oltre il tempo. Completano il percorso installazioni immersive, realizzate in collaborazione con l’azienda IPA Porcellane di Usmate-Velate, che ricreano fedelmente gli arredi in carta della stanza a Amherst in Massachusetts in cui Dickinson trascorse volontariamente gli ultimi anni della sua vita e l’inedito libro d’artista FA-MI-SOL (FAmMI un quadro del SOLe), stampato in tiratura limitata da Alberto Casiraghy per la casa editrice PulcinoElefante.

Di segno diverso è la ricerca di Floriana Porta, che affida all’acquerello il dialogo con la parola poetica. Lettere, frammenti di versi e colore convivono su pagine tratte da libri di poesia e spartiti musicali, dando origine a composizioni intime in cui scrittura e immagine diventano un linguaggio unitario. Il blu, cifra ricorrente della sua ricerca artistica, domina le opere dedicate a Emily Dickinson trasformando il testo in paesaggio interiore e facendo della pittura uno spazio di meditazione e di memoria.

Rispetto alla prima presentazione, il progetto si amplia al Forte di Gavi grazie al dialogo con le opere di Alberto Casiraghy e Nicolò Tomaini, realizzato in collaborazione con la Galleria Melesi di Lecco. Poeta, pittore ed editore, Casiraghy espone alcuni dei celebri libri della casa editrice PulcinoElefante – realtà unica nel panorama editoriale italiano per la stampa artigianale a caratteri mobili – insieme a opere ispirate alla poesia di Emily Dickinson, autrice alla quale è profondamente legato. Ricorrono nelle sue immagini le figure delle pecore, metafora del viaggio dell’essere umano oltre il mistero della vita e della morte, tema presente anche nei versi della poetessa americana.

Il confronto con il presente è affidato invece alla ricerca di Nicolò Tomaini, che da anni riflette sul rapporto tra l’uomo e l’immagine nell’epoca della comunicazione digitale. Le opere presentate al Forte dialogano con le installazioni di Matilde Domestico mettendo in relazione l’intimità evocata dalla stanza di Amherst con una riflessione sullo sguardo contemporaneo. Nei suoi Loading Portraits o Caricamenti d’immagine, realizzati tra il 2012 e 2013, l’immagine in caricamento non rappresenta un limite tecnologico ma diventa metafora di un’esperienza della realtà sempre più mediata dagli schermi, interrogando il modo in cui oggi osserviamo il mondo e l’opera d’arte. Lo smartphone è diventato il filtro attraverso cui si fa esperienza del mondo. Anche davanti a un dipinto, lo sguardo è spesso preceduto o sostituito dallo schermo: si fotografa l’opera prima ancora di averla osservata.

ALBERTO CASIRAGHY

Alberto Casiraghy (Osnago, 1952) è poeta, pittore, editore, ex liutaio e violinista. Ha fondato nel 1982 la casa editrice Pulcinoelefante, realtà unica nel panorama editoriale italiano, specializzata nella realizzazione di libri stampati a caratteri mobili che uniscono poesia, aforismi e opere d’arte. La sua casa di Osnago è diventata nel tempo una vera e propria stamperia e luogo di incontro per artisti e scrittori. Nel 2018 gli è stata dedicata una mostra al Refettorio delle Stelline di Milano; nel 2019 Casa Boschi Di Stefano ha acquisito l’archivio completo dei suoi “Pulcini”. Nel 2023 ha esposto al Museo di Storia Naturale di Milano.

MATILDE DOMESTICO

Matilde Domestico si è diplomata all’Istituto d’Arte “A. Passoni” e all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Dagli anni Novanta sviluppa una ricerca artistica fondata sull’impiego della porcellana dura feldspatica, affiancata da carta, grafite e metallo, materiali con cui realizza opere e installazioni di forte valore evocativo. Nel 2025 ha esposto al Castello di Moncalieri in occasione del nuovo allestimento permanente delle tavole imbandite dell’Appartamento del re Vittorio Emanuele II e della regina Maria Adelaide. Collabora con la Galleria Melesi di Lecco.

NICOLÒ TOMAINI

Nicolò Tomaini (Bellano, 1989) vive e lavora a Lecco. Da oltre quindici anni sviluppa una ricerca dedicata ai temi della comunicazione, della percezione e del rapporto tra l’uomo e l’immagine nella società contemporanea. Ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia, tra cui Palazzo delle Paure di Lecco, Villa Brandolini d’Adda, il Museo Civico Pinacoteca Crociani di Montepulciano, il JUS Museum di Napoli e ArtVerona con la Galleria Melesi.

INFORMAZIONI

Forte di Gavi, via al Forte 14, Gavi (AL)

11 luglio – 4 ottobre 2026

Fammi un quadro del sole. Omaggio a Emily Dickinson

La mostra è compresa nel biglietto di ingresso.

Le tariffe e il calendario delle aperture sono consultabili sul sito web delle Residenze reali sabaude – Direzione regionale Musei nazionali Piemonte www.museipiemonte.cultura.gov.it

Biglietti online su www.museiitaliani.it e tramite app Musei Italiani

Info: 0143 643554 drm-pie.gavi@cultura.gov.it

INFO PER LA STAMPA

laWhite, press office and more – musei@lawhite.it

Silvia Bianco +39 333 8098719

Simona Savoldi +39 339 6598721

Erica Debelli +39 339 5719486

Carla Primo +39 333 2101500

Ufficio comunicazione

Ministero della cultura, Residenze reali sabaude – Direzione regionale Musei nazionali Piemonte

Maria D’Amuri, resp. Diego Mirenghi 011 5641717 I drm-pie.comunicazione@cultura.gov.it

Clicca sull'immagine per vedere la locandina dell'evento

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